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Il geofencing è una funzione dei sistemi GPS che crea aree virtuali sulla mappa (cantieri, depositi, zone clienti) e invia alert automatici quando un veicolo entra o esce da quell’area. Per una flotta serve a tre cose: sapere quando un mezzo arriva in cantiere, ricevere un allarme se si muove fuori orario (antifurto) e certificare le presenze sul lavoro senza fogli di servizio.

Cos’è il geofencing e come funziona?

Disegni un poligono o un cerchio sulla mappa della piattaforma e associ una regola: “avvisami quando un veicolo entra”, “quando esce”, o entrambe. Il controllo è automatico e continuo: quando il GPS del veicolo incrocia il confine virtuale, parte la notifica via email o app.

Le aree si creano in pochi secondi e si possono attivare solo in certi orari: per esempio “allarme se il furgone esce dal deposito tra le 20:00 e le 7:00”. È il caso tipico dell’impresa di servizi, descritto nella pagina sul GPS per furgoni.

A cosa serve il geofencing in una flotta aziendale?

I quattro usi più concreti per le aziende italiane:

Per il segmento cantieri e furgoni da lavoro abbiamo raccolto scenari e configurazioni nella pagina GPS per furgoni e cantieri.

Come si imposta un’area di geofencing?

Nella piattaforma TRACKYUP il percorso è questo:

  1. Apri la mappa e cerca il punto (deposito, cantiere, sede cliente)
  2. Disegni l’area: cerchio con raggio a scelta o poligono libero che segue i confini reali del piazzale
  3. Scegli i veicoli interessati (tutti o un gruppo)
  4. Definisci la regola: entrata, uscita, fascia oraria, giorni della settimana
  5. Indichi chi riceve l’alert: email o notifica app, anche a più utenti (gli utenti sono illimitati)

Cosa il geofencing non fa

Prima di costruirci sopra una procedura, conviene sapere dove si ferma.

Geofencing e privacy: cosa ricordare?

Gli alert di geofencing sono dati di geolocalizzazione a tutti gli effetti: valgono le stesse regole del monitoraggio GPS: informativa ai dipendenti, art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, conservazione limitata. Configura le aree per le finalità dichiarate nell’informativa — sicurezza del mezzo e organizzazione del lavoro — e conserva i log per il tempo indicato. Il quadro completo è in GPS e dipendenti: la normativa.

Domande frequenti sul geofencing

Quanto è preciso un alert di geofencing?

La precisione dipende dal GPS del dispositivo (2,5-5 metri in condizioni normali) e dall’intervallo di aggiornamento, che si configura e parte da 30 secondi in movimento. Se sui mezzi ci sono dipendenti l’intervallo va deciso in base alla finalità dichiarata: con il provvedimento del 28 maggio 2026 il Garante Privacy ha ritenuto illecita una rilevazione ogni 60 secondi con vista in tempo reale, con una sanzione di 6.000 €, e l’azienda ha poi portato l’intervallo a 15 minuti. Il quadro operativo è in GPS e dipendenti. Per evitare falsi allarmi sui confini conviene disegnare aree leggermente più ampie del piazzale reale.

Il geofencing può bloccare il mezzo se esce dall’area?

No. I dispositivi TRACKYUP leggono e trasmettono dati: non c’è blocco motore né immobilizzatore. L’uscita dall’area genera una notifica a chi hai indicato, e l’eventuale intervento va organizzato da te.

Quante aree si possono creare?

Non c’è un limite pratico: depositi, cantieri attivi, sedi clienti e zone di divieto possono convivere, ciascuna con regole e destinatari diversi.

Gli alert arrivano in tempo reale?

Sì: la notifica parte entro un ciclo di aggiornamento dalla violazione del confine, quindi in genere entro un minuto dall’evento.

Si può usare il geofencing per le attrezzature e non solo per i veicoli?

Sì, con tracker autonomi a batteria si geolocalizzano anche rimorchi, escavatori e attrezzature da cantiere, con le stesse regole di alert.

Ultimo aggiornamento: agosto 2026. Per vedere il geofencing in azione: la piattaforma · prezzi.